Dal 1818 una storia di cura e solidarietà

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Dal sogno di don Pietro Zanadio nasce un luogo che da oltre due secoli accoglie e accompagna l’infanzia.

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Le origini dell’Istituto (1818)

Istituito come Orfanotrofio Femminile “Zanadio Salomoni”, trae la sua origine dal lascito di don Pietro Zanadio (Arciprete di Valdobbiadene volontariamente ritirato a vita privata), il quale, con testamento in data 3 ottobre 1818 legava parte del suo patrimonio per la costituzione di un Orfanotrofio destinato ad accogliere fanciulle orfane o in condizioni di grave disagio familiare.

Al lascito Zanadio si aggiunsero in seguito quelli di Maria Bonfadini vedova Salomoni (1869), del Comm. Dott. Alessandro Dalla Costa (1897), di don Giovanni Maria Corrà (Arciprete di Valdobbiadene – 1900) e di Antonio Faccini (1907).

Le prime attività e l’arrivo delle Suore (1868 – 1915)

Le distruzioni causate dalla guerra 1915 – 1918 determinarono la dispersione dell’archivio dell’Istituto, per cui le vicende storiche dello stesso si sono potute ricostruire solo in maniera frammentaria e incompleta.

Risulta comunque che l’attività di Orfanotrofio fosse già operante in locali attigui all’Ospedale nel 1868, quando il Direttore – Dott. Giovanni Guarda – rivolse istanza alla Congregazione delle Suore Maestre di Santa Dorotea di Vicenza, allo scopo di potersi valere della loro opera per la direzione e la conduzione dell’Istituto. Le Suore iniziarono la loro opera nell’anno 1869.

La nuova sede e gli anni della guerra (1915 – 1927)

L’attività continuò nella stessa sede fino al 1915, quando, ultimato il nuovo stabile, poté trasferirsi nella sede attuale, che offriva una capacità ricettiva di 20 posti, oltre all’alloggio di servizio del personale religioso. Breve, purtroppo, risultò la permanenza nella nuova sede, interrotta nell’autunno del 1917 dagli eventi bellici e dal conseguente profugato.

Gli enormi danni strutturali riportati dall’edificio hanno richiesto lunghi anni per la riparazione e l’attività dell’Orfanotrofio poté ripartire solo nel 1927.

Continuità dell’opera assistenziale (1927 – anni ’80)

Da allora continuò ininterrotta, beneficiando di ulteriori lasciti e donazioni e, pur dovendo attraversare la nuova tragedia della seconda guerra mondiale e subendo – nel tempo – adattamenti e migliorie suggerite dall’evoluzione sociale generale e si protrasse fino ai primi anni ‘80.

A partire dagli anni Ottanta l’Istituto ha avviato un percorso di trasformazione delle proprie attività.

La nascita del semiconvitto (1987)

Nel 1987, risultando assai contratta la domanda di assistenza residenziale e, di converso, aumentata quella di permanenza diurna con rientro serale in famiglia, venne formalizzata l’istituzione del “semiconvitto”.

Il servizio di doposcuola

Negli anni successivi, venne completamente a cessare la richiesta residenziale, per cui l’attività dell’Istituto si caratterizzò, in sostanza, come “doposcuola”. Il servizio offerto consisteva nella refezione e nell’assistenza scolastica, con modesti spazi ricreativi, nelle ore pomeridiane. L’utenza rientrava nella fascia d’età “elementare – media inferiore”.

Il progetto Centro Infanzia (2002)

Il progressivo venir meno dell’opera del personale religioso, ridotto nel numero pur se encomiabile nell’impegno e nella dedizione, ha creato notevoli difficoltà (non escluse quelle di ordine economico) nell’espletamento del servizio, anche se sostenuto da lodevole opera di volontariato.

Il Consiglio di Amministrazione, preso atto della situazione, ha esplorato eventuali altre possibilità ove indirizzare l’attività istituzionale, individuando alla fine quella di un servizio innovativo destinato alla prima infanzia, ai sensi della legge regionale n. 32/1990. Effettuato un adeguamento statutario, peraltro già in precedenza sollecitato dalle competenti strutture dei Servizi Sociali della Regione Veneto, si è proceduto alla elaborazione di un progetto psico-socio-educativo di “Centro Infanzia”, servizio innovativo destinato alla fascia di età 1–6 anni.

La scelta ha ovviamente comportato una radicale ristrutturazione edilizia e funzionale della sede, realizzata grazie al reimpiego delle risorse derivanti dall’alienazione di una quota del patrimonio dell’Istituto e di un contributo in conto capitale della Regione, con il quale, ai sensi della normativa vigente, si è costituito un vincolo di destinazione dell’immobile.

Il Centro Infanzia, con capacità ricettiva riconosciuta di 45 posti/bambino, gestito in convenzione con la locale Scuola dell’Infanzia “Gesù Bambino”, ha iniziato la sua attività il 2 settembre 2002.

La trasformazione in Asilo Nido (2005 – 2009)

Nell’anno 2005, trascorsi i primi tre anni di attività considerati “sperimentali” per tali servizi innovativi, allo scopo di prevenire situazioni di sovrapposizione con le Scuole Materne già operanti sul territorio e in considerazione che le stesse, con le proprie disponibilità, già coprivano la domanda espressa dal territorio stesso, d’intesa con il Comune di Valdobbiadene, è stato rielaborato il progetto psico-socio-educativo, allo scopo di trasformare il “Centro Infanzia” in “Asilo Nido” destinato alla fascia di età “3/36 mesi”.

L’iter della trasformazione è stato assai laborioso, ma alla fine si è concluso positivamente e, a seguito di una ulteriore adeguata ristrutturazione edilizia e funzionale che ha permesso, fra l’altro, di ampliare a 50 posti/bambino la capacità ricettiva riconosciuta del servizio, si è concretizzato nel corso dell’anno scolastico 2008/2009.

Il servizio oggi

L’apprezzamento delle famiglie utenti del servizio è testimoniato dai dati complessivi ed univoci risultanti dal rilevamento periodico specifico del grado di soddisfazione. Soddisfazione ovviamente condivisa dall’Amministrazione dell’Istituto con il gestore del servizio, insostituibile braccio operativo nella gestione dell’Asilo Nido, e con il personale educativo e di servizio messi a disposizione dalla Scuola stessa.

L’IPAB Zanadio Salomoni titolare del servizio di asilo nido ha ottenuto il rinnovo dell’accreditamento con deliberazione del Direttore Generale dell’Unità Locale Socio Sanitaria (ULSS) n. 2 Marca Trevigiana n.55 in data 12.01.2024 ed il rinnovo dell’autorizzazione al funzionamento con deliberazione n. 2609 del 28.11.2025.

Pagina aggiornata il 19/03/2026

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